• Gruppozero:aa

    architetti associati
    Stefano Manservisi + Manuela Negroni
    Via Pietro Mengoli, 10
    40138 Bologna (It)
    e-mail: info@gruppozero.it
    tel./fax. +39 0518552858
    c.f. 02142211206

    Arch. Stefano Manservisi
    (esperto CasaClima, progettazione generale, esecutica, bioclimatica, certificazione, antincendio e D.L.)
    e-mail: s.manservisi@gruppozero.it
    mob: +39 3483607226
    bio: Stefano C. Manservisi

    Arch. Manuela Negroni
    (progettazione generale, esecutiva, interni, restauro e D.L.)
    e-mail: m.negroni@gruppozero.it

    Arch. Fabio Orsi
    (esperto CasaClima, progettazione generale, esecutiva, interni, design, acustica e D.L.)
    e-mail: f.orsi@gruppozero.it

    Geom. Gianfranco Manservisi
    (controllo economico, contabilità edile, direzione lavori)
    e-mail: gf.manservisi@gruppozero.it

  • Architettura Sostenibile

    esperti casaclima progettazione bioclimatica certificazione energetica degli edifici progettazione integrata

Buon Natale !!!

Un caloroso augurio di Buon Natale e per un Nuovo Anno più sereno e pieno di Architettura Lavoro ed Entusiasmo a tutti coloro che par caso o per curiosità, passano da questa pagina !

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Immagine della cantiere per la realizzazione della Casa di accoglienza per i bambini albini delle Suore della Provvidenza per l’infanzia a Tabora in Tanzania.

Progetto: Gruppozero:aa per Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere o.n.g. e Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’infanzia

Per maggiori informazioni sul progetto di accoglienza potete informarvi presso:

Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata:
29121 Piacenza, Via Torta, 63
Tel. 0523.320722
Fax 0523.330590
madreprovvidenzapc@virgilio.it
Servizio apostolico: Casa Madre, Scuola dell’Infanzia, attività pastorale, parrocchiale e diocesana, ministri straordinari dell’Eucarestia in ospedale e agli anziani
Madre Superiora: sr. Teresa Bianchi
Madre Generale: sr. Carla Rebolini
Tel. 0523.331476
Fax. 0523.330590
madreprovvidenzapc@virgilio.it
Taborajournal: diario del progetto Uder the Mango Tree
Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere o.n.g. 

Masseria nelle isole Eolie

Progetto per la realizzazione di una residenza unifamiliare alle isole Eolie:

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Segnali contraddittori

la spesa delle famiglie è scesa a livelli degli anni ’80, ma i valori del mercato immobiliare hanno subito una flessione di meno del 2%.

Così ci dicono almeno … ma io vedo anche altri segnali … i cantieri aperti sono pochi e i pochi sono particolari:
principalmente ristrutturazioni oppure interventi di tipo innovativo (nuovi sistemi costruttivi o impiantistici) quindi in entrambi i casi si tratta di interventi che hanno a che fare con un elevato livello qualitativo.
I cantieri (e i progetti) copia-incolla “speculativi” mi pare segnino il passo.

In contraddizione a questo non si vedono però altrettanto rapidi mutamenti sul piano normativo e burocratico.
I “nuovi” strumenti urbanistici di cui moltre amministrazioni locali sono solo recentemente riuscite a dotarsi, nascono già vecchi e privi del benchè minimo incentivo concreto (non necessariamente economico) incentivo che aiuti a superare le inerzie del settore.
Carichi burocratici abnormi costringono a vere e proprie “gimcane” normative per interventi di ridottissimo impatto sia sul piano ambientale che su quello urbano/urbanistico ed antropico, trattando alla stessa maniera (di fatto) interventi da 250 m2 e interventi da 2.500 m2.

Per il recupero energetico del patrimonio edilizio (e quindi immobiliare)  esistente delle nostre periferie urbane occorre affrontare tali e tante difficoltà sul piano normativo e procedurale che sommate a quelle tecniche, operative con quelle insite nelle gestiono condominiali, che spesso interventi che sarebbero certamente vantaggiosi sul piano del recupero di qualità urbana, abitativa ed infine anche sociale si fermano ancora prima di arrivare ad una seria valutazione di fattibilità tecnica, impedendo di fatto di liberare un notevole bacino di risorse per il rilancio di un settore in evidente e grave crisi come quello dell’edilizia.

Mentre in questa situazione i valori ed i principi della buona Architettura, che in fin dei conti dovrebbero avere a che fare con la qualità della nostra vita, restano troppo spesso relagati in ambiti a torto considerati superflui e quindi sacrificabili in tempi di crisi.

L’aspetto positivo riguarda la crescita di consapevolezza e sensibilità verso i temi del risparmio energetico, e della sostenibilità dell’azione architettonica che potrebbe finalmente accelerare l’evoluzione dell’ambiente normativo e procedurale all’interno del quale ci dobbiamo muovere.

Stefano C. Manservisi

Gruppozero:aa Open per il Saie OFF

Serata SaieOFF … una esperienza positiva … molte persone con le quali avere scambi di idee fuori dai soliti ambiti professionali o istituzionali …

In momenti difficili come quello che stiamo attraversando sia sul piano nazionale che di settore, credo sia importante muovere e mescolare le idee per trovare soluzioni innovative e nuovi stimoli …

Da ripetere, magari in ambiti meno specifici è più aperti.

Gz:aaOpen@SaieOFF 01

5 ottobre 2011: Gruppozero:aa Open @ SaieOFF 01

Gz:aa@SaieOFF 02

5 ottobre 2011: Gruppozero:aa Open @ SaieOFF 02

SAIE-OFF @ Gruppozero:aa

In occasione del SAIE-OFF il Fuorisalone a Bologna siamo lieti di invitarvi alla Serata Studi aperti:


Gruppozero: aa  Franchina Leghissa-Manservisi-Negroni-Orsi
“Energia e Sostenibilità – Arte* e Immagini” + aperitivo
*  opere dell’artista Vittoria Chierici
mercoledì 5 ottobre 2011 dalle ore 18,30 alle ore 22,30

via Pietro Mengoli, 10     40138 Bologna
0518552858 – 3483607225-6


ing. Roberta Franchina Leghissa+arch. Stefano Manservisi+arch. Manuela Negroni+arch. Fabio Orsi

saieoff 

Ristrutturazione di un attico

L’obiettivo: mettere in comunicazione diretta l’appartamento al decimo piano di un edificio a torre con il lastrico di copertura della terrazza soprastante di proprietà senza dover passare dal vano scale condominiale.

Il limite: il vincolo posto dagli strumenti urbanistici per l’ambito di riferimento che non prevede interventi di Nuova Costruzione definendo questi come variazioni della sagoma planivolumetrica dell’edificio, rendendo di fatto impossibile la realizzazione del vano necessario allo sbarco della scala di collegamento.

La soluzione: la creazione di una scala “esterna” all’interno della unità, trasformando il cucinotto in patio aperto (mediante l’apertura di un varco nel solaio di copertura) all’interno del quale è stata inserita la scala protetta poi da un pergolato aperto.

Interventi: ridistribuzione interna degli spazi, rifacimento degli impianti e delle finiture, sostituzione degli infissi, apertura del varco nel solaio di copertura, realizzazione del patio, coibentazione impermeabilizzazione e nuova pavimentazione del terrazzo, sistemazione a verde ed arredo della terrazza, realizzazione del pergolato aperto di protezione della scala.

Progetto: 2010 Arch. Manuela Negroni – Gruppozero:aa

Attico 2010 soggiorno e patio

Attico 2010 soggiorno e patio

Attico 2010 - soggiorno e patio

Attico 2010 - soggiorno e patio

Attico 2010 - Scala in acciaio lucidato e legno con faretti segnapasso

Attico 2010 - Scala in acciaio lucidato e legno con faretti segnapasso

Attico 2010 - Scala in acciaio lucidato e legno con faretti segnapasso

Attico 2010 - Scala in acciaio lucidato e legno con faretti segnapasso

Attico 2010 - Terrazza

Attico 2010 - Terrazza

L’Architettura è fatta anche di piccoli interventi …

Superamento delle barriere architettoniche in un edificio storico

E’ sempre una sfida interessante quella posta dalla necessità di integrare nuovi elementi in un contesto storico e monumentale.
In particolare è stato interessante sperimentare l’inserimento di un elemento incoerente quale una rampa all’esterno di una chiesa settecentesca.

La chiesa della Badia di Santa Maria in Strada nel 1849

La chiesa della Badia di Santa Maria in Strada nel 1849

Si tratta di realizzare una rampa che permetta il superamento del dislivello di ingresso alla chiesa (circa 40 cm) che attualmente impedisce la autonoma possibilità di accesso a persone disabili o con ridotte capacità motorie e anche semplicemente ai passeggini per bambini.

Il progetto cerca di conciliare il valore storico e monumentale dell’edificio nel quale si dovrà integrare, con le necessità di permettere a tutte le persone un agevole accesso alla chiesa.

SMiS rampa per il superamento di barriere architettoniche: studio tridimensionale

SMiS rampa per il superamento di barriere architettoniche: studio tridimensionale

Escludendo interventi all’ingresso principale, resta la possibilità di posizionare la rampa lungo la parete meridionale in modo che porti in quota all’ingresso laterale della chiesa con un piano orizzontale sufficiente per manovrare agevolmente anche una sedia a rotelle o motorizzata.

SMiS pre-esistenze e suggerimenti dal passato

SMiS pre-esistenze e suggerimenti dal passato

Al fine di rendere l’intervento (pur necessario) sufficientemente sostenibile dal punto di vista architettonico, si è prevista la realizzazione di una rampa che, pur nel suo modesto sviluppo, sarà rifinita nel suo fianco da una superficie intonacata e tinteggiata come le parete laterale della chiesa e sormontata da un cordolo para-piede in mattoni a mano montati a vista, terminato agli estremi da mattoni sagomati. Tale cordolo permetterà di “contenere” nel suo spessore le due alzate che consentono di accedere alla piattaforma di accesso dal lato opposto verso la canonica evitando di realizzare uno scomodo “cul-de-sac” subito fuori dall’accesso laterale.

SMiS rampa di accesso laterale: modello tridimensionale

SMiS rampa di accesso laterale: modello tridimensionale

Il para-piede sarà assolta da un elemento in muratura di mattoni a mano montati a vista affiancati terminato agli estremi da elementi rigirati.

SMiS il recupero dei "suggerimenti" colti dalle pre-esistenze

SMiS il recupero dei "suggerimenti" colti dalle pre-esistenze

Al fine di rendere l’intervento (pur necessario) sufficientemente sostenibile dal punto di vista architettonico, si è prevista la realizzazione di una rampa che, pur nel suo modesto sviluppo, sarà rifinita nel suo fianco da una superficie intonacata e tinteggiata come le parete laterale della chiesa e sormontata da un cordolo para-piede in mattoni a mano montati a vista, terminato agli estremi da mattoni sagomati. Tale cordolo permetterà di “contenere” nel suo spessore le due alzate che consentono di accedere alla piattaforma di accesso dal lato opposto verso la canonica evitando di realizzare uno scomodo “cul-de-sac” subito fuori dall’accesso laterale.

SMiS rampa per il superamento delle barriere architettoniche

SMiS rampa per il superamento delle barriere architettoniche